L’Italia sarà veramente la “Polonia del Mediterraneo”?

🇮🇹🗳️ L’Italia è tornata al voto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale della Legislatura. Come da attese, grande vittoria del centrodestra trainato da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, con quasi 20 punti percentuali di distacco dal centrosinistra.

Di pari passo con la facoltà di poter indicare un potenziale premier, la leader di FdI, forte del grande risultato elettorale, andrà anche ad influenzare fortemente l’agenda politica, incluse le posizioni strategiche del Paese in politica estera.

🇪🇺 La posizione di FdI sull’Europa – FdI, a differenza dei propri alleati nella coalizione, fa parte dell’eurogruppo parlamentare dei conservatori. Dopo anni di politiche votate al sovranismo anche in politica estera, nell’attuale programma elettorale del partito dell’Ue non si parla solo come un’entità rigida sul lato economico, ma viene appellata in un senso maggiormente strumentale: nel secondo e nell’ultimo capitolo, infatti, sia da un punto di vista economico che politico l’Unione viene identificata come una mera fonte di risorse.

Ne è un esempio la volontà di rinegoziare alcuni contenuti specifici del PNRR in favore di un forte rilancio della filiera produttiva italiana. L’obiettivo ultimo del programma sembrerebbe quello di arrivare ad un’Ue confederata, con il solo potere di emanare raccomandazioni non vincolanti ai suoi membri e non applicabili direttamente ai cittadini. Quindi, un’Ue con meno poteri nei confronti dei singoli Stati.

❗Le insidie nell’agenda del nuovo Governo - Nelle più recenti dichiarazioni la premier in pectore ha manifestato la volontà di far diventare l’Italia la “Polonia del Mediterraneo”.

Prima ancora di potersi avvicinare a questo modello politico, però, in prospettiva il centrodestra intero avrà molto a cui badare, specialmente perché è la prima volta nella storia che il nuovo esecutivo avrà il compito di concludere il ciclo di bilancio: da un lato gli impegni che attendono la coalizione sul fronte energetico ed economico necessitano di una risposta forte; inoltre, per mantenere saldo il legame che unirà le future forze di Governo sarà fondamentale adottare una posizione univoca in politica estera che tenga di conto delle diverse ideologie politiche coinvolte. Una partenza che non sarà tra le più facili.

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