DIGITAL MARKET ACT: UN REGOLAMENTO ‘GAME CHANGER’?

Per gli utenti dell’Unione Europea potrebbero esserci presto nuovi cambiamenti: alcune tra le più grandi piattaforme online fungeranno da "gatekeeper" dei mercati digitali, controllandone l'accesso.

Il Digital Market Act (DMA) nasce dalla necessità di regolamentare la posizione dominante di alcune delle aziende tech più attive sul web così da evitarne conseguenti abusi e garantire, in tal modo, una migliore tutela degli utenti, quale elemento centrale della strategia digitale europea.

Ma chi sono i c.d. Gatekeeper? Sono aziende che, in modo duraturo e stabile nel tempo: 

  •  Detengono una posizione economica forte, hanno un impatto sul mercato interno e operano in più paesi dell’UE

  • Occupano una forte posizione di intermediazione, collegando un’ampia base di utenti ad un enorme numero di imprese

 Per via del DMA cambierà il modo di accedere ad alcuni servizi forniti delle Big del mercato, quali ad esempio Alphabet (più nota come Google), Apple, Meta e Microsoft.

Il nuovo regolamento mira affinché i servizi forniti da queste grandi Big tech non risultino privilegiati rispetto a quelli delle società concorrenti.

Uno degli esempi più significativi è quello di Google Maps: cercando un indirizzo su Google, uno dei primi link a comparire è proprio quello dell’app menzionata.

Il DMA è stato realizzato al fine di regolare più efficacemente le attività dei player dominanti e di permettere così un migliore ed equo funzionamento del gioco della concorrenza, fondamentale per la protezione dell’utente-consumatore.

 

Questa sarà per l’UE una sfida fondamentale che porterà ad feroce battaglia simile, per certi versi, a quella che ha visto le istituzioni europee contrapposte ad Apple: la società californiana, infatti, ha dovuto pagare all’UE un’ammenda di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro per abuso di posizione dominante rispetto alle altre app fornitrici di servizi streaming musicale.

 Come risultato, le Big Tech citate stanno elaborando delle nuove funzionalità le cui caratteristiche verranno valutate dagli organi preposti dell’UE e sarà compito della Commissione UE fare in modo che le regole applicate nell’ambito dell’ordinamento europeo restino al passo con la rapida evoluzione del settore tecnologico.

 

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